CORONAVIRUS: GLI USA SCOMMETTONO SUL FORNO PER CAMICI IDEATO AL TECNOPOLO DI PARMA

L'armadio termico per decontaminare camici, mascherine e altri dpi

Il sistema consente di sterilizzare e riutilizzare DPI monouso in sicurezza e riducendo i costi ambientali. Nato da un progetto dell’’azienda Nilma SpA e del centro di ricerca Cipack del Tecnopolo dell’Università di Parma e sovvenzionato della Regione Emilia-Romagna, adesso l’ambasciata USA lo ha selezionato per un programma di sviluppo e investimento.

Camici, mascherine e altri Dispositivi di Protezione Individuale (i cosiddetti DPI) monouso possono essere riutilizzati se “cotti” e sterilizzati nell’innovativo forno, grande come un armadio, sviluppato a gran velocità nei mesi scorsi dall’azienda Nilma SpA di Parma, con il supporto tecnico-scientifico dei ricercatori dell’Università di Parma e grazie a una sovvenzione di circa 100mila euro della Regione Emilia-Romagna. Il progetto per un sistema di “lavaggio termico” dei DPI è nato infatti dalla collaborazione tra l’impresa e il Centro interdipartimentale CIPACK del Tecnopolo di Parma in risposta al bando per promuovere innovazioni tecnologiche anti COVID-19 proposto in primavera 2020 dalla Regione a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Il “forno” per DPI è stato selezionato di recente dall’ambasciata USA in Italia come una delle invenzioni più promettenti sviluppate da imprese del nostro Paese nel contrasto alla pandemia ed è per questo stato ammesso al programma “Invest”, che sostiene il settore privato italiano nella lotta al coronavirus con risorse del Governo degli Stati Uniti. Beneficiarie di “Invest” sono 25 aziende italiane, di cui 9 emiliano-romagnole e 3, più precisamente, parmensi: oltre a Nilma, la Stem di Medesano, con sistemi per il biocontenimento dei pazienti COVID-19 nel trasporto in ambulanza, e la Omindermal Biomedics di Solignano, con innovativi ventilatori automatici. “Invest” prevede un percorso individuale di 11 mesi di assistenza tecnica e consulenza specializzata fornite dallo studio Roncucci&Partners con l’obiettivo di rendere le aziende beneficiarie più competitive e maggiormente preparate ad affrontare le emergenze. In particolare fin dai primi incontri si sono analizzati possibili miglioramenti produttivi, strutturali e di marketing anche per rendere più appetibili le imprese per eventuali investitori stranieri.

Andrea Volpi, Roberto Montanari e Alberto Nobili di fronte al forno per decontaminare camici, mascherine e dpi
Da sinistra, Andrea Volpi, Roberto Montanari e Alberto Nobili, davanti al nuovo armadio termico “Safer 10”

L’idea: un armadio termico per DPI

I ricercatori del CIPACK hanno pensato di applicare un trattamento termico per decontaminare i DPI e renderli riutilizzabili in modo semplice, sicuro e rispettoso dell’ambiente, senza alterarne il grado di protezione. L’idea nasce all’interno del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma dove il Direttore, Antonio Montepara, per contribuire concretamente ad affrontare la situazione pandemica, ha creato un gruppo di lavoro multidisciplinare al fine di trovare soluzioni innovative ed immediatamente implementabili per far fronte all’emergenza sanitaria legata al COVID-19. Nilma, azienda leader nella produzione di attrezzature per grandi cucine e industrie alimentari, che da anni collabora con il gruppo di Impianti Industriali Meccanici dell’Università di Parma, ha riconosciuto la validità dell’idea e ha presentato la richiesta di finanziamento all’interno del bando regionale.

«Con il nostro apporto tecnico e produttivo potevamo dare un contributo concreto alla lotta contro Covid-19, così il nostro ufficio tecnico ha sviluppato il progetto, e, grazie anche alla sovvenzione regionale, è nato Safer 10» ha ricordato Alberto Nobili, Managing Director Nilma. «Si tratta di un sofisticato apparecchio termico con un preciso controllo termostatico che, con il calore prodotto da due fonti distinte, riscalda i DPI senza danneggiarli e distrugge invece il coronavirus: test condotti da laboratori certificati hanno evidenziato che, dopo 60 minuti di trattamento, non si rilevano più tracce di coronavirus».

Ricercatori di un laboratorio indipendente svolgono analisi sull'efficacia del trattamento
Test microbiologici svolti su camici, prima e dopo il lavaggio termico

«Grazie al nuovo armadio termico sarà possibile garantire una maggiore disponibilità di DPI presso le strutture ospedaliere e le RSA, grandi e piccole, a beneficio della sicurezza degli operatori e dei pazienti, e si riducono parallelamente i rifiuti e il dispendio in materiale monouso» ha spiegato Andrea Volpi, Responsabile Scientifico del progetto per CIPACK.

Grande soddisfazione è stata espressa anche da Roberto Montanari, direttore del Centro: «I ricercatori del CIPACK si confermano protagonisti dell’innovazione in Emilia-Romagna, questa volta in un settore a fortissimo impatto sociale come quello della prevenzione del coronavirus; nell’ambito dello stesso programma regionale con cui è stato finanziato il progetto Nilma, abbiamo infatti ottenuto un’altra sovvenzione per studiare e realizzare  una macchina per il confezionamento di gel disinfettante in bustine monodose per l’azienda V-Shapes di Calderara di Reno, sotto la responsabilità scientifica della nostra collega Federica Bianchi».

Insieme a Montanari e Volpi, il progetto del lavaggio termico ha visto la collaborazione di altri membri del CIPACK, in particolare Daniel Milanese, vicedirettore del Centro, e Corrado Sciancalepore, entrambi del gruppo di Ingegneria dei Materiali del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, che hanno verificato il mantenimento delle proprietà strutturali del materiale di cui sono costituiti i DPI dopo il trattamento termico.

Per approfondire:

Nilma SpA (http://www.nilma.it/) è stata fondata nel 1956 da Pietro Nobili, per la produzione di impianti per l’industria alimentare. Ancora oggi l’azienda è di proprietà della famiglia Nobili. Intorno agli anni settanta, è stata sviluppata una seconda divisione per la costruzione di apparecchiature speciali per grandi cucine. Attualmente Nilma occupa circa 60 dipendenti e vende i propri prodotti in oltre 70 paesi, compresi gli Stati Uniti, dove si avvale per le apparecchiature professionali di cucina, delle certificazioni UL e NSF. Nilma è anche certificata ISO 9001 dal 1998.

La Ricerca UniPr in ambito di Covid-19: l’insieme dei progetti di ricerca dell’Università di Parma nati per rispondere all’emergenza sanitaria Covid-19 è consultabile su web all’indirizzo https://www.unipr.it/ricercauniprcovid19.

CIPACK – Centro Interdipartimentale per il Packaging dell’Università di Parma (https://www.centritecnopolo.unipr.it/cipack/) svolge attività di ricerca di base e applicata legate al mondo del packaging e dell’imbottigliamento, in particolare per il settore agroalimentare e farmaceutico. Fa parte del Tecnopolo di Parma.

Progetto “Invest” di Usaid: ulteriori informazioni sull’iniziativa “Invest” dell’agenzia federale Usaid e il video dell’evento virtuale di presentazione, alla presenza di Thomas Smitham, Incaricato d’Affari dell’Ambasciata americana in Italia, di Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, e di Vincenzo Colla, Assessore regionale alle Attività Produttive, sono disponibili su web all’indirizzo: https://www.roncucciandpartners.com/2021/01/20/invest-levento-online-accende-i-fari-sulle-aziende-italiane-in-prima-fila-contro-il-covid-19/.

Dal sito web del Piano operativo regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, la notizia dell’approvazione dei primi progetti di sviluppo di soluzioni tecnologiche per la prevenzione del contagio da coronavirus, tra cui quello della Nilma, e la pagina riepilogativa di tutte le azioni del Por Fesr a supporto di imprese, enti locali e centri di ricerca attivate per l’emergenza Covid-19.

<br />
<b>Notice</b>:  Undefined variable: image in <b>/srv/www/virtualhosts/CENTRITECNOPOLO/html/wp-content/themes/understrap/footer.php</b> on line <b>107</b><br />