Dall’idea al progetto, dal confronto informale al networking strutturato, fino alla consapevolezza che l’imprenditorialità non è un percorso riservato a pochi, né confinato a una fase specifica del percorso accademico. È questo il messaggio emerso dalla tavola rotonda “Accendere idee: l’impresa vista dai giovani dell’Università di Parma”, svoltasi giovedì 22 gennaio presso la Sala PAER, nell’ambito della manifestazione Mi prendo il mondo.
L’incontro si è inserito nel programma dell’HUB Lavoro della rassegna – giunta alla terza edizione e ideata dal Salone Internazionale del Libro di Torino in collaborazione con la Città di Parma, Capitale Europea della Gioventù 2027 – ed è stato dedicato al racconto diretto delle esperienze imprenditoriali vissute da studentesse, studenti, dottorande, dottorandi e giovani ricercatori dell’Università di Parma.
Ad aprire l’iniziativa sono stati i saluti istituzionali del Prorettore alla Didattica Simone Baglioni, che ha sottolineato il valore formativo di percorsi capaci di integrare didattica, ricerca e sviluppo di competenze trasversali, oggi sempre più centrali per affrontare le sfide del mondo del lavoro e dell’innovazione.
I partecipanti alla tavola rotonda sono stati protagonisti, negli anni, dei diversi programmi e iniziative dedicati all’imprenditorialità promossi dall’U.O. Valorizzazione della Ricerca e Promozione dell’Innovazione dell’Ateneo: un ecosistema che accompagna idee, talenti e competenze lungo traiettorie differenti, dalla fase di esplorazione iniziale fino allo sviluppo di progetti strutturati.
Moderato da Andrea D’Amico, il dialogo ha messo al centro le esperienze personali dei giovani coinvolti: le motivazioni che li hanno spinti ad avvicinarsi ai temi dell’innovazione, le difficoltà incontrate nel trasformare un’idea in un progetto concreto e l’impatto che questi percorsi stanno avendo sulla loro visione del futuro professionale.
Un elemento ricorrente è stato il valore del networking. L’accesso a comunità interdisciplinari, il confronto con pari e mentor e la possibilità di misurarsi con contesti diversi, anche a livello internazionale, sono stati riconosciuti come fattori chiave per sviluppare consapevolezza, autonomia e fiducia nel proprio potenziale progettuale.
Al centro del confronto anche il delicato passaggio dall’idea all’azione, spesso percepito come uno dei momenti più critici. I partecipanti hanno evidenziato come questa fase richieda non solo competenze tecniche, ma anche un cambio di mentalità: accettare l’incertezza, rimettere in discussione le ipotesi iniziali e considerare la sperimentazione come parte integrante del processo di apprendimento.
In questo senso, i percorsi imprenditoriali dell’Università di Parma sono stati descritti come spazi di sperimentazione protetta, in cui il “provare” rappresenta un passaggio fondamentale di crescita e non un indicatore di fallimento.
Il panel ha restituito un quadro volutamente eterogeneo: chi è impegnato nello sviluppo avanzato di un’idea imprenditoriale, chi è coinvolto in uno spin-off universitario, chi ha già depositato un brevetto e chi, ancora agli inizi del proprio percorso accademico, ha scelto di avvicinarsi all’imprenditorialità per curiosità e desiderio di esplorazione.
Una pluralità di esperienze che testimonia come le iniziative dell’Ateneo siano progettate per accompagnare studentesse e studenti in momenti diversi della loro formazione, offrendo opportunità di orientamento, sperimentazione e crescita anche in assenza di un progetto già definito.
La discussione ha così restituito un racconto autentico e concreto dell’imprenditorialità come atteggiamento culturale, spazio di confronto e strumento per trasformare idee e competenze in scelte consapevoli, contribuendo a immaginare e costruire il proprio futuro professionale all’interno di un ecosistema dell’innovazione sempre più aperto e inclusivo.
Per informazioni sui percorsi di imprenditorialità dell’Università di Parma è possibile contattare l’indirizzo email formazioneimprenditoriale@unipr.it





